E certo che il popolo ne fa le spese (in tutti i sensi) perchè, se impiegassero lo stesso "accanimento" nell'indagare e processare chiunque, in Italia non si avrebbero tempi lunghissimi di processo, fascicoli vecchissimi e sempre che vengono rimandati, incertezza della pena, decorrenza dei termini, il vederseli dopo un tot. di nuovo fuori e tutto quanto.
Così come vi erano affollamenti nelle carceri e il governo Prodi varò l'indulto (cancellazione di condanne definitive), adesso i tribunali sono intasati e si sospendono per 1 anno i processi fino al 2002 (esclusi mafia e reati con pena superiore a 10 anni). Processi che ancora devono avvenire, e finchè non vi è una sentenza, non possiamo dire che una persona è colpevole o meno ancora. Sospensione, non annullamento. L'indulto indigna di più.
Ma il decreto che dovrebbe riformare la Giustizia, non contiene solo questo punto:
Se il tribunale funzionasse 70 ore la settimana ci sarebbero 3,5 volte più processi.
Se gli incartamenti fossero informatizzati le comunicazioni sarebbero più veloci.
Se quando c'è uno sciopero (e ce ne sono tanti) tutti i processi venissero scalati di un giorno,anzichè 6 mesi, sarebbero più veloci.
Se non ci fosse la prescrizione gli avvocati non cercherebbero mille trucchi per aggiornare ogni volta la seduta a tempi remotissimi...
Ma aldilà di questo, non si può solo amplificare e sottolineare questo piccolo punto solamente, al cospetto dell'immenso decreto e disegno di legge presentato...
Su Berlusconi c'è da arrendersi, se gli italiani lo hanno rimesso in sella per la terza volta. Mi chiedo quante colpe ha però avuto la sinistra, dal 98 in poi, nel riconsegnare il governo al centrodestra...

Intanto il processo va avanti...con buona pace di tutti:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSez ... girata.asp