
L'indagine. Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca Eurispes, sulla diffusione delle malattie respiratorie nel nostro Paese, svolta in collaborazione con la cattedra di chirurgia toracica dell'Università di Tor Vergata di Roma. I fumatori forti, quelli che non scendono sotto le 20 sigarette al giorno, ma anzi spesso vanno oltre, sono ancora tantissimi. Il dato è preoccupante per i rischi derivanti per la loro salute: sono il 7,48% in media, con un picco del 9,86% nelle isole e un minimo del 5,72% nel nord-ovest.
Il fumo rappresenta la prima causa mondiale di malattia e provoca ogni anno 5,4 milioni di morti nel mondo (secondo i dati Ossfad, 2008). Il 90% dei tumori polmonari si sviluppa, infatti, tra i fumatori.
Gli altri fattori. L'indagine colloca al secondo posto dei fattori di rischio per le malattie respiratorie l'esposizione (professionale) a sostanze nocive, come quelle chimiche, le polveri e i fumi. In Italia le persone di 15 anni e più che soffrono di malattie croniche dell'apparato respiratorio sono numerose soprattutto nel settore agricolo. Le malattie professionali dell'apparato respiratorio denunciate all'Inail nel 2007 sono state 1.461 nell'industria e servizi e 94 nel settore dell'agricoltura (in aumento rispetto alle 65 del 2003).
Inquinamento e alimentazione. Forte è anche l'influenza dell'inquinamento atmosferico: le stime fornite dall'Apat relativamente alle emissioni di inquinanti in atmosfera evidenziano un costante aumento delle emissioni di anidride carbonica. Il rischio di sviluppare malattie respiratorie croniche di tipo ostruttivo sembra legato anche ad un'alimentazione povera di sostanze antiossidanti (contenute in frutta e verdura) e all'abuso di alcool. Queste patologie risultano in molti casi associate ad altre patologie, come l'obesità, a scompenso cardiaco almeno nel 20% dei casi, a osteoporosi nel 70%, a sindrome metabolica nel 50%.
L'emergenza fumo. Le malattie respiratorie sono un'emergenza sottovalutata. Ogni anno in Europa si spendono 100 miliardi di euro all'anno per queste patologie e nel 2006 in Italia sono morte 35.427 persone per questo tipo di malattie. Come se non bastasse sono oggi fra le principali cause di mortalità a livello mondiale. La loro incidenza è in continuo aumento: l'Oms calcola che nel 2020 queste patologie rappresenteranno la terza causa di morte nel mondo.

fonte : .repubblica.it
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