di Fid il 01 apr 2008 17:22
è un falso problema Acid, basta non assumere più nessuno nella pubblica ammministrazione e coprire coloro che vanno in pensione con gli ex dipendenti della provincia.E' chiaro che l'abolizione laa si vota in pochi minuti ma il processo non sarà di certo corto
ecco un altro spunto
Eurispes, con l'abolizione delle Province 10,6 mld di euro di risparmio
Negli ultimi anni le spese sono più che quadruplicate. Iindebitamento in preoccupante fase di crescita. Vai allo speciale. Partecipa ai nostri forum
Roma, 21 mar. - (Adnkronos/Ign) - Nel solo 2006 è stata riscontrata una spesa complessiva delle Province italiane pari a 13 miliardi di euro, contro gli 11 ed i 2 miliardi di euro, rispettivamente, di flussi finanziari in entrata e di indebitamento. Di questi 13 miliardi di euro, il 18,3% sono costituiti da spese sostenute per i redditi da lavoro dipendente, contro il 28,4% dei consumi intermedi, il 22,3% di investimenti fissi lordi ed il 31% di tutte le altre voci di spesa.
E' quanto rileva uno studio dell'Eurispes. Nell'ipotesi in cui il personale delle Province (pari a 62.778 tra dirigenti e impiegati), venisse re-impiegato in altre Amministrazioni o Istituzioni locali, secondo l'Eurispes l'abolizione delle Province consentirebbe un risparmio complessivo pari a 10,6 miliardi di euro nel solo 2006, dal momento che verrebbero meno tutte le altre voci di spesa attuali.
Nel corso degli ultimi venti anni, rimarca l'istituto di studi politici, economici e socialii diretto da Gian Maria Fara, i conti economici delle Amministrazioni pubbliche hanno mostrato un incremento sensibile delle spese, generando un fabbisogno finanziario solo in parte coperto dalle maggiori entrate. L'ammontare complessivo di quest'ultime è, infatti, passato dai 185 miliardi di euro del 1986 ai 680 miliardi di euro del 2006, con un tasso di crescita medio annuo del 13,4%.
Nello stesso arco temporale, rileva l'Eurispes, le spese delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate ad un tasso di crescita medio annuo del 10,5%, passando da 241 a 746 miliardi di euro. Il crescente indebitamento della PA deriva, in massima parte, dal peggioramento dei conti economici delle Amministrazioni centrali.
Le Province italiane soprattutto,secondo l'Eurispes, presentano negli ultimi anni conti economici in netto peggioramento. Dal 1986 al 2006, le entrate delle Province italiane sono aumentate a un tasso di crescita medio annuo del 13,9%, ovvero il 5,3% in più rispetto a quello di tutte le Amministrazioni pubbliche e lo 0,6% in più rispetto a quello delle Amministrazioni centrali.
A causa del tasso di crescita così elevato, le entrate provinciali sono quasi quadruplicate nel corso di un ventennio, raggiungendo, nel corso del 2006, gli 11 miliardi di euro, contro i 2,9 del 1986. Nello stesso arco temporale, tuttavia, oltre alle entrate sono aumentate anche le spese, tanto che solo in alcuni anni le Province italiane sono state in grado di soddisfare pienamente il proprio fabbisogno finanziario.
Con tasso di crescita medio annuo del 16,6% (+2,7% rispetto alle entrate), le spese delle Province sono più che quadruplicate, fino a toccare, nel corso del 2006, i 13 miliardi di euro. Negli ultimi anni, osserva lo studio dell'Eurispes, l'indebitamento ha iniziato una preoccupante fase di crescita, che lo ha portato dai 500 milioni di euro del 2001 ai 2 miliardi di euro del 2006.