Laila ha scritto:quote]Sconcerto e incredulità? Sono cose che si sanno da anni!
Basta avere gli occhi aperti... e si capisce subito cosa c'è dietro!
Mi domando come mai "
voi che sapevate non avete informato le autorità competenti?"
Io frequento da anni la parrocchia e stento a credere ad un coinvolgimento di Carlo D'Antoni in loschi traffici ( ma forse ero obnubilato dalla stima e dal rispetto per gli altri per accorgemene, mentre chi cova rancore sta attento ache ai piccoli o grandi sbagli dell'altro, come il caso di questo utente, che posta solo quando vi sono elementi negativi a carico della comunità di Bosco Minniti ).
"Cu mangia fa muddichi" solo chi sta a guardare senza mai far niente non si sporca. Complimenti anche per questa volta al prode utente.
Sicuramente Carlo D'antoni, ottimo sacerdote e parroco combattente contro tante ingiustizie ha commesso tante leggerezze, sempre in buona fede e sempre allo scopo di aiutare gli altri.
Sicuramente è stato strumentalizzato da qualcuno dei suoi collaboratori che ha approfittato del suo incarico per fini suoi.
Alla fine comunque la verità sarà accertata e, come scrive evaluna, chi ha sbagliato pagherà.
Gioisci fin che puoi Dio non paga il sabato e, quando è il nostro turno ci presenta i conti.
Bay bay
Dimenticavo ecco l'aggiornamento da siracusanew:
Siracusa,Bosco Minniti: Aggiornamento su Associazione A Delinquere. Arrestato Padre Carlo
Cronaca 9 Febbraio 2010 @ 15:23
Sono stati eseguiti nella mattinata i 9 provvedimenti cautelari, emessi dal GIP del Tribunale di Catania, da parte della Polizia di Stato di Siracusa, nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento della illecita permanenza di stranieri nel territorio dello stato Italiano, falso ideologico in atto pubblico e false dichiarazioni a Pubblico Ufficiale.
Destinatari delle misure degli arresti domiciliari sono:
• De Carlo Antonino, 35 anni, residente a Siracusa;
• D’Antoni Carlo, 56 anni residente a Siracusa;
• Valtimora Aldo, 35 anni, residente a Siracusa;
• Towor Million Dafe, 23 anni, residente a Siracusa, domiciliato a Napoli, di origine nigeriana;
• Eke Mike, 23 anni, residente a Siracusa, domiciliato a Napoli, di origine nigeriana.
Altre due cittadine nigeriane, destinatarie di altrettanti provvedimenti cautelari in carcere, sono tutt’ora irreperibili.
Infine, per due uomini, rispettivamente un nigeriano di 28 anni e un cinese di 39 anni, è stata disposta la misura dell’obbligo di presentazione alla P.G..
Le indagini, coordinate inizialmente dalla Procura della Repubblica di Siracusa e successivamente dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, cui il procedimento è stato trasmesso per competenza, hanno evidenziato che la suddetta associazione che, come già comunicato stamani, aveva la sua base logistica presso la Chiesa Maria SS Madre di Bosco Minniti di Siracusa, “al fine di consentire la permanenza nel territorio nazionale, dei cittadini extracomunitari di origine cinese e nigeriana, entrati clandestinamente, produceva e rilasciava, dietro lauti compensi, documenti falsi necessari per ottenere i relativi permessi di soggiorno per asilo politico o protezione sussidiaria”.
Nell’ambito della predetta associazione un ruolo determinante era rivestito da Padre Carlo D’Antoni, Parroco della Chiesa e dal volontario della Parrocchia De Carlo Antonino i quali, insieme ad un avvocato, avevano costituito la struttura associativa diventata punto di riferimento nazionale per i vari clandestini provenienti da diverse parti d’Italia.
Gli associati, avvalendosi della collaborazione di un referente per ogni etnia di clandestini che aveva il compito di procacciare i clienti, predisponevano le false attestazioni necessarie per far ottenere agli extracomunitari i permessi di soggiorno per asilo politico, nonché lo status di rifugiato.
Successivamente, le pratiche venivano seguite nelle fasi amministrative dall’avvocato Valtimora al quale gli extracomunitari dovevano rivolgersi per il buon fine della pratica.
Attraverso tale sistema gli associati riuscivano ad ottenere la regolarizzazione di numerose ragazze di origine nigeriana, avviate da tempo all’attività di meretricio in territorio campano, le quali venivano inviate a Siracusa per ottenere la regolarizzazione nell’interesse e per iniziativa dei loro protettori, che le sfruttavano inducendole alla prostituzione e mantenendole in stato di schiavitù.
Difatti, a due donne è stato contestato anche il reato di riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione.
Nel corso dell’operazione di Polizia gli Agenti hanno individuato e liberato una delle vittime ridotte in schiavitù.